Il gatto di Schroedinger


Dopo che due équipe di scienziati, dal Giappone e dagli Stati Uniti, hanno annunciato simultaneamente di essere riusciti a creare cellule staminali a partire da quelle della pelle, senza bisogno di distruggere embrioni, gli oppositori al loro uso nella ricerca dichiarano che queste sprimentazioni sarebbero ormai inutili.

In realtà questa notizia ci consegna un argomento formidabile per rivelare l’inconsistenza della posizione di chi considera immorale la ricerca condotta sugli embrioni. Questi sostengono che l’embrione, avendo la potenzialità di trasformarsi in un individuo, è “già” persona e quindi titolare di diritti inalienabili.

Ora se una cellula della pelle può essere fatta regredire alla condizione di cellula staminale, nulla vieta, in linea di principio, che essa , date le opportune condizioni possa svilupparsi in un individuo. Ne conseguirebbe che dovremmo conservare anche le unghie e i capelli che ci tagliamo perchè, in potenza, potrebbero diventare persone.

Ciò rende evidente come la sostanza l’argomentazione che cio che è in “potenza” è come se già fosse, sia una grandissima sciocchezza.

Sulla natura degli eventi possibili, ma non certi,  come la probabilità dei decadimenti radioattivi o alcune situazioni della fisica quantistica,  il grande fisico del ‘900 Schroedinger  illustrò le sue considerazioni servendosi di un gatto.

553ff09cd6521dd15f83d9350eeaf4f6.gifUn gatto è chiuso in una scatola. La sua sopravvivenza è affidata al nucleo instabile di un atomo radioattivo: se decade, si libera un veleno e uccide il gatto; se invece ciò non accade il gatto sopravvive. Fino a che non si apre la scatola e non si controlla, dice Schroedinger, il gatto non è né vivo né morto, ma un po’ tutt’e due. Il paradosso della meccanica quantistica si applica a tutti i ragionamenti probabilistici e quindi anche alle condizioni “potenziali”.   Se “in potenza” un embrione potrebbe diventare un individuo, non è detto che lo diventi, così come non si puo escludere che da una cellula della pelle fatta regredire a cellula staminale, non si possa ottenere un individuo completo.

Di fatto, dunque, la ricerca sugli embioni, lungi dall’essere un “male” non è che una tappa del’avventura umana sullla via della conoscenza  e, chi vi si oppone , assume la stessa opposizione mistica e ideologica alla empietà di Prometeo che ruba il fuoco agli dei o a Galileo che rovescia il tempio dell’astronomia biblica.  

Il gatto di Schroedingerultima modifica: 2007-11-28T06:50:00+00:00da ardiglione
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “Il gatto di Schroedinger

Lascia un commento